Produzione e vendita di vini propri

VINO BIANCO PRESENTATO NELLA CAVA BRECCIA CAPRAIA

Cava Capraia e Lorieri festeggiano il vino 2012
La Nazione, Massa, 27 ottobre 2013
DAL MARMO direttamente nel bicchiere: oltre cinquanta persone sono salite alla cava Breccia Capraia per festeggiare l’imbottigliamento del bianco, vendemmia 2012, su invito del produttore Pierpaolo Lorieri, del podere Scurtarola, e di Stefano Grassi che, con la famiglia, da oltre quarant’anni gestisce la cava. «E’ un modo di entrare nel mondo del marmo con nuove idee. Non si può estrarre marmo per l’eternità — ha commentato Lorieri — e dobbiamo pensare a come utilizzare le cave in futuro». Visitatori entusiasti e abbagliati di fronte alla maestosità della cava Capraia, a otto chilometri da San Carlo, nelle nostre Alpi Apuane, situata nel tratto che collega il Passo degli Uncini al Monte Carchio, a quasi mille metri di altitudine. Una cava in cui si fondono diversi filoni di marmo: dal rarissimo fior di pesco apuano ai brecciati bianchi, talvolta con sfumature color verde o giallognole. Nel cuore dei marmi, in galleria, con una temperatura costante di 14° e 80% di umidità, trova spazio una speciale cantina il cui ingresso è formato da ante di marmo di oltre 15 quintali. All’interno di quel rifugio, in una stanza marmorea, i vini pregiati riposano per circa un anno, ben conservati in una botte rigorosamente di marmo. «ALL’INIZIO di questa avventura portammo in cava una tradizionale botte in legno — racconta Pierpaolo Lorieri — poi si ipotizzò l’idea di realizzare una botte in marmo. Un’idea che ci apparve impossibile ma che trovò facile realizzazione tra gli addetti del mestiere». E sabato scorso, decine di visitatori, hanno avuto modo di degustare il vino direttamente dalla botte di marmo al bicchiere. «Il primo messaggio che voglio lanciare — ha commentato Lorieri all’interno della cantina gremita di ospiti, dinanzi ad un blocco di brecciato bianco imbandito con ogni sorta di specialità — è che questa produzione è unica. Non intendo farne un prodotto commerciale perché questo vino si beve qui, e basta. Lo scopo è quello di portare gente in cava alla scoperta dei luoghi del marmo. E quando l’attività estrattiva dovesse fermarsi, pensare a come utilizzare questi spazi suggestivi». La sperimentazione è riuscita alla grande. Gli ospiti presenti hanno provato l’emozione di imbottigliare il “Vino di marmo” con etichetta 2013. «Questo vino — ha aggiunto Pierpaolo Lorieri — è stato presentato in anteprima al Vinitaly. Sono vini che nascono dalla mie uve, vitigni autoctoni che coltiviamo nei nostri vigneti». UN VIAGGIO dunque, nelle viscere del marmo, per riscoprire luoghi, sapori, profumi e immagini della terra apuana. Il vino e la cantina si possono visitare in gruppi di almeno 6 persone, previa prenotazione. Il pacchetto comprende il viaggio andata e ritorno in 4×4 dall’albergo alla Cava Capraia, e la degustazione con assaggio dell’insostituibile lardo di conca e prodotti tipici locali.

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